Era da qualche anno che non organizzavamo una cena di Halloween come si deve, un po' anche per il fatto che il 31 ottobre cadeva in giorni infrasettimanali. Invece questa volta, essendo di sabato, ci ha permesso di festeggiare con un paio di compagni di classe della primogenita (dalle pietanze si direbbe che avessimo come ospite un reggimento, lo so). Per l'occasione anche Hugo ha rimesso mano alla tastiera del pianoforte.
Le pietanze orrorifiche non sono mancate, alcune secondo tradizione, altre seguendo le mode del momento.
Più che rodato, il "vomito di zucca", semplice guacamole ma abbinato ad una piccola zucca intagliata: d'effetto con poco sbattimento.
La torta salata di Skellington è una comune torta salata, che potete preparare con gli ingredienti che preferite, ma se prediligete una farcia che cuocendo scurisce, sarà perfetta per il contrasto con la pasta superiore. Nel mio caso ho usato un ripieno a due strati: zucca per quello inferiore e radicchio per quello superiore, naturalmente cotti separatamente.
Queste pizzette ripiene a forma di zucca sono una novità di quest'anno: abbastanza facili da preparare a partire dall'impasto per la pizza, ma occorre non tirare la pasta troppo sottile per non far uscire il ripieno. Inoltre il filo di cotone tende ad inglobarsi nella pasta, cosa un po' antipatica.
Anche su questi "occhi con palpebre" c'è ampio margine di miglioramento, soprattutto perché non avevo le olive verdi da tagliare a rondelle per creare l'iride attorno alla pupilla...
Ecco un grande classico: le "mummie" di würstel e pasta sfoglia. Come occhietti ho usato dei semi di senape.
Il mio piatto preferito di ogni edizione: la mousse-cervello. È sempre molto scenica, complice lo stampo entro cui viene fatta raffreddare la mousse, e il tocco finale del succo di barbabietola dato sopra al momento di servirla. In genere la preparo a base di prosciutto, ma quest'anno mi sono dovuta adeguare a quello che c'era nella dispensa, quindi: gelatina, tonno, salmone, panna, robiola, ricotta (il colesterolo ringrazia).
Anche le dita di strega sono un evergreen, ma questa volta abbiamo optato per la versione veloce: abbiamo appiattito delle fette di pancarrè, con cui abbiamo avvolto un bastoncino di scamorza. La mandorla, un paio di taglietti per le giunture e il tuorlo sbattuto per decorale hanno fatto il resto. Devo ricordarmi solo di chiudere meglio la porzione finale per non far uscire il formaggio sciolto...
Come dolce abbiamo optato per dei tortini di frolla e ripieno di mele caramellate e cannella. Ma a quel punto i convitati avevano issato bandiera bianca. Anzi, nera.










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